World on Paper. Dialoghi su Carta

Personale

World on Paper. Dialoghi su Carta

30 Novembre 2017

|

20 Gennaio 2018

La galleria AICA | Andrea Ingenito Contemporary Art di Napoli presenta l’attesa mostra collettiva “World on Paper – Dialoghi su carta”, ospitata nei suoi storici spazi di via Cappella Vecchia, nei pressi di Piazza dei Martiri. Questo ambizioso progetto espositivo si configura come la sintesi ideale di un percorso curatissimo che, negli ultimi anni, ha visto la galleria dedicare un’attenzione speciale alla produzione originale su carta. Attraverso la promozione di opere uniche e grafiche multiple, la linea editoriale di Andrea Ingenito ha saputo mappare capillarmente l'evoluzione di un medium agile e profondo, indagandone la poetica sia attraverso il magistero dei grandi storicizzati del secondo Novecento, sia mediante le visioni ultracontemporanee di artisti che ne hanno scardinato e rinnovato i confini linguistici. Il forte impegno della galleria in questo specifico segmento si è consolidato nel tempo attraverso una costante presenza a prestigiose fiere di settore, tra cui spicca la svizzera WopArt di Lugano, e l'allestimento di tappe fondamentali come la monografica sui lavori degli anni Sessanta di Giosetta Fioroni nel 2015, la personale estiva di Judy Pfaff a Capri e la recente esposizione di Fathi Hassan a Milano. La rassegna napoletana intercetta così un fenomeno di assoluto rilievo nel mercato dell'arte globale: il disegno e l'opera su carta stanno infatti vivendo una straordinaria stagione di riscoperta istituzionale e commerciale, testimoniata non solo dai risultati delle principali case d'asta, ma anche dalla nascita di sezioni curatoriali dedicate all'interno di kermesse internazionali del calibro di The Salon Art + Design a New York o della fiera Artissima a Torino. «Vale la pena di parlare solo di quello che non si capisce, di scrivere di ciò che è oltre la scrittura». Sviluppandosi lungo un arco temporale che attraversa i decenni dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri, la mostra ordina un serrato confronto generazionale e concettuale. Il fulcro teorico dell'esposizione risiede proprio nella volontà di far dialogare le diverse modalità con cui la carta assume valore plastico: dalle scritture segniche e sacrali di Fathi Hassan alle stratificazioni materiche e tridimensionali di Judy Pfaff, fino alle accese esplosioni cromatiche dell'artista napoletano Lello Masucci. Il percorso espositivo vanta un corpus di assoluto prestigio, in cui i capisaldi dell'astrazione e della Pop Art americana di Andy Warhol, Keith Haring, Roy Lichtenstein, Josef Albers e Cy Twombly si specchiano nelle rivoluzioni spaziali e informali di maestri italiani come Lucio Fontana e Alberto Burri. La narrazione visiva si arricchisce ulteriormente con le grafie poetiche di Gastone Novelli, l’energia di Jannis Kounellis e i nodi concettuali della Scuola di Piazza del Popolo rappresentati da Mario Schifano e Franco Angeli, per poi approdare al rigore geometrico di Achille Perilli e al lirismo transavanguardista di Mimmo Paladino. A completare questo eccezionale mosaico interviene un focus mirato sui maggiori innovatori del territorio partenopeo, dove i segni ipnotici di Sergio Fermariello e le riflessioni strutturali di Salvatore Manzi dimostrano come la superficie cartacea rimanga, ancora oggi, il territorio privilegiato per l'esplorazione dell'imprevedibile.

News

Non sono presenti articoli.