Under Nature | Gilardi – Maisto – Moxhay – Pagano

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Under Nature | Gilardi – Maisto – Moxhay – Pagano

2014-03-08

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2014-05-03

Configurandosi come un'articolata riflessione sulle complesse ibridazioni tra ecosistema organico e artificio tecnologico, la mostra Under Nature indaga le alterazioni provocate dall'azione umana e le profonde suggestioni che il mondo naturale continua a esercitare sulla coscienza artistica odierna. Ideato dal gallerista Andrea Ingenito, il progetto espositivo si propone come un lucido strumento di sensibilizzazione ecologica e un monito volto a celebrare la sacralità del paesaggio anziché la sua profanazione, stringendo un legame ideale quanto mai attuale con le urgenze del territorio campano e la delicata questione della Terra dei fuochi.

Il percorso si apre con l'impatto storico dei celebri Tappeti natura di Piero Gilardi, maestro di rilievo internazionale la cui ricerca è capillarmente storicizzata in prestigiose istituzioni, tra cui il museo MADRE di Napoli. Realizzati in poliuretano espanso e isolati entro teche protettive in plexiglass che ne impediscono il contatto fisico, questi frammenti iperrealistici di spiagge, greti di fiumi e giardini in fiore ingannano i sensi dell'osservatore attraverso una cura lenticolare del dettaglio. La "natura sintetica" di Gilardi — popolata da asparagi, pesche e pomodori artificiali — si fa manifesto di una profonda nostalgia per un ambiente mortificato, traducendosi in una denuncia politica contro lo stile di vita alienante della società contemporanea. Ad essa fa eco l'indagine di Luigi Pagano con il polittico Natura naturans, opera di ritorno da un'esposizione a Monaco di Baviera. Attraverso ventiquattro tasselli dominati da tonalità fredde e marmoree, Pagano plasma una dimensione onirica e psicologica priva di coordinate geometriche, dove materie oleose e crete colorate sfregate direttamente con le mani evocano paesaggi marini malinconici o scogliere calcaree racchiuse nei cassetti della memoria.

La dialettica tra organico e artificiale si arricchisce con l'universo ironico di Angelo Maisto, esposto per la prima volta a Napoli dopo la partecipazione a Set up art fair a Bologna. Con una sapiente combinazione tra pittura e scultura, Maisto presenta delicati acquerelli concepiti come tavole tassonomiche di un stravagante bestiario alieno, i quali descrivono con minuzia formale bizzarre sculture di insetti. Il suo è un processo mimetico e squisitamente ludico che invita l'osservatore a rintracciare galleggianti da pesca e cornetti della tradizione partenopea celati tra le pieghe di una fauna reinventata. A chiudere la rassegna sono le visioni della londinese Suzanne Moxhay, la cui ricerca fotografica si distingue per una forte e suggestiva resa pittorica. Manipolando digitalmente vecchie brochure turistiche e locandine di film di fantascienza, Moxhay edifica scenari post-apocalittici in cui la vegetazione si riappropria degli spazi antropizzati, insinuandosi tra le vestigia di un'umanità ormai soltanto accennata.

L'evento inaugurale, arricchito dall'intervento del critico d'arte Massimo Sgroi in veste di curatore scientifico della mostra, coincide programmaticamente con l'8 marzo: la scelta di omaggiare le ospiti con un ramo di mimosa eleva il simbolo della festa a emblema di una Primavera imminente e di una rinascita ecologica mai così necessaria.

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