Santolo De Luca – Settimo: Non Rubare

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Santolo De Luca – Settimo: Non Rubare

2024-10-24

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2024-10-24

La sede napoletana della galleria Andrea Ingenito Contemporary Art è lieta di presentare la mostra personale di Santolo De Luca, un importante progetto espositivo nato in stretta collaborazione con l'artista e con l'Archivio Santolo De Luca curato da Alice Rubbini. L'allestimento propone una raffinata selezione di oltre trenta opere, configurandosi come un prezioso viaggio attraverso l'evoluzione storica, stilistica e linguistica di una delle figure più originali e coerenti della pittura contemporanea. Al centro del percorso si colloca l'opera chiave della mostra, intitolata “Non Rubare”: un lavoro carico di dense suggestioni interpretative che eleva il settimo comandamento a un incisivo imperativo morale universale. Questo monito, capace di attraversare il tempo e le diverse culture, rivela una sorprendente attualità; nel codice dell'artista, infatti, l'invito non si limita al divieto di sottrarre i beni altrui, ma si tramuta in un inno alla resilienza e all'etica personale, esortando l'individuo a realizzarsi con le proprie forze, nel pieno rispetto di se stesso e degli altri. La ricerca espressiva di Santolo De Luca, avviata a metà degli anni Ottanta subito dopo gli studi accademici, ha trovato la sua piena affermazione nel panorama artistico italiano e internazionale nel corso degli anni Novanta, per poi svilupparsi fino a oggi conservando una sottile e penetrante ironia, un'ossessiva attenzione per il dettaglio e un'esclusiva capacità di generare volume e tridimensionalità attraverso l'uso di una luce intensa e di un colorismo deciso. Coerente e unico nel suo metodo, l'artista mette in scena in questa occasione il suo seducente concettualismo pittorico, storicamente identificato con il movimento del "Medialismo", teorizzato da Gabriele Perretta nel 1993. In quanto esponente di spicco della componente pittorica di questa ultima grande avanguardia italiana — che vedeva parallelamente Maurizio Cattelan guidare il versante del medialismo analitico —, De Luca è stato unanimemente riconosciuto dalla critica, compreso lo storico dell'arte Renato Barilli, come la figura di riferimento posta alla testa del gruppo dei pittori medialisti. È in questo alveo di costante sperimentazione che, nel 1998, fa la sua prima comparsa il celebre soggetto del "tubetto di colore", in occasione della personale Spirit and Matter alla galleria Annina Nosei di New York. Da quel momento, la contorsione del pigmento si è evoluta in un sofisticato gioco semantico: il messaggio affidato alla materia si trasforma in un processo in cui il colore definisce se stesso, conducendo la riflessione verso una parola dipinta e svelata dal proprio titolo. La figurazione in De Luca è infatti indissolubilmente legata all'intelletto: il titolo diventa la porta d'accesso a un'immaginazione sagace, un input energetico ed emozionale in cui il colore si nega all'immagine per dipingersi addosso. Le sfumature si fanno infinite, così come i rimandi, i giochi di parole, le assonanze verbali e l'ambiguità semantica che prendono forma e volume, regalando dimensione e voce alla superficie pittorica. Questo articolato cammino trova una fondamentale sponda teorica nei testi dello stesso artista pubblicati nella rubrica a lui dedicata da AARTIC Magazine, intitolata “La paura fa ’90, ancora”; una lunga riflessione in divenire che delinea trent'anni di carriera e mutamenti storico-culturali a partire dall'entusiasmo degli anni Novanta. Con questa nuova rassegna espositiva, l'artista — nato a Napoli il 10 luglio 1960 e protagonista di mostre capitali in Italia, Europa e Stati Uniti — riapre un dialogo profondo e intimo con la sua città natale. Tra le sale della galleria, la produzione di Santolo De Luca si confronta direttamente con le meraviglie, le contraddizioni e la vibrante energia culturale e popolare di Napoli, offrendo al pubblico e ai collezionisti un'occasione unica per immergersi in una proposta espositiva potente, coesa e dal respiro internazionale.

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