Otherwhere | Riccardo Ajossa – Giacomo Rizzo – Sandro Scalia

Collettiva

Otherwhere | Riccardo Ajossa – Giacomo Rizzo – Sandro Scalia

16 Settembre 2014

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1 Novembre 2014

Inaugurando ufficialmente la stagione espositiva invernale nei suoi spazi milanesi di via Massimiano 25, la mostra Otherwhere si propone come un suggestivo itinerario volto a scandagliare l’anima e ad addentrarsi nei territori alternativi dell’io. Curata da Serena Ribaudo, la rassegna sposa appieno la linea culturale del gallerista Andrea Ingenito, il quale ha capillarmente delineato l'identità delle sue due sedi: se la galleria di Napoli accoglie principalmente maestri storicizzati e pilastri dell'arte moderna, lo spazio di Milano si consolida come un autentico AICAlab, un terreno fertile votato alla sperimentazione, ai nuovi linguaggi e a una dialettica spiccatamente contemporanea ma dall'impatto straordinariamente immediato. In questo contesto, le ricerche di Riccardo Ajossa, Giacomo Rizzo e Sandro Scalia sublimano l’ispirazione naturale nell’assolutezza dell’atto plastico e visivo, intessendo dialoghi estetici complessi che convergono in una profonda unitarietà d’intenti. La mostra delinea così una corrispondenza armonica in cui le specifiche individualità degli autori si fondono in una Stimmung comune: l’esigenza radicale di esprimere la capacità insita nell'arte — intesa come originaria gnosis — di rinviare costantemente l’osservatore verso un altrove concettuale. Le opere di Riccardo Ajossa si distinguono per una cifra stilistica di marcata originalità, in cui la sapienza esecutiva si rigenera e si dilata nella pazienza del tempo biologico. Ajossa si affida alle proprietà cromatiche e organiche di elementi primari: gli enzimi dell’indaco, della curcuma, del nero fumo, della quercia, del legno campeggio e della terra rossa africana impregnano e saturano capillarmente le fibre di supporti nobili quali il lino, l’abaca, il cotone, il kozo e il mitzumata. Attraverso questa stratificazione di sostanze e tessuti, l'artista evoca raffinati paesaggi antropologici che si ergono a simulacri della più profonda e intima condizione dell’esistenza umana.

Allo stesso modo, la materia organica si sottomette docilmente all’atto poietico di Giacomo Rizzo, purificandosi da ogni accidentalità terrena per trasmutare in un’idea universale plasticamente inverata. La traslucida densità della cera pulsa nelle sue creazioni, corroborata da una potente tensione interna e da una vitale ispirazione panteistica. La superficie plastica viene invasa da una vera e propria cosmogonia di tracce, configurandosi alla stregua di un eidotipo in cui il dato fenomenico e la sedimentazione dei segni acquisiscono valori metalinguistici ed elevati accenti lirici. A chiudere questo viaggio interiore è l'indagine di Sandro Scalia, riconosciuto erede della più raffinata e colta tradizione della fotografia italiana. Nell’opera di Scalia, autentico apologeta dell’immagine, la perfezione della sintassi compositiva si sposa a un’intensa escavazione psicologica dei moti della psiche. Il continuo raccordo e confronto tra i tòpoi antitetici del "qui" e dell’"oltre" genera un fertile sconfinamento visivo: una dilatazione dello spirito che si effonde in un’aura di poetica sospensione, concepita per rinvenire il segreto più autentico e nascosto delle cose in interiore homine.

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