Marco Abbamondi. “Highlights”

Personale

Marco Abbamondi. “Highlights”

14 Novembre 2019

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4 Gennaio 2020

La sede milanese di AICA Andrea Ingenito Contemporary Art ospita la mostra personale dell’artista napoletano Marco Abbamondi, intitolata Highlights, un progetto espositivo che delinea una profonda e radicale ricerca stilistica incentrata sul rapporto viscerale con la natura. Lontano dalle formule decorative o puramente illustrative dell'accademia, l'artista sceglie di metterne a nudo la fragile instabilità, assecondando al contempo lo straordinario potenziale espressivo e formale insito nelle materie prime vergini che la terra custodisce. Il percorso ordina una selezione di circa venti lavori, in gran parte riconducibili al celebre ciclo dei Lands, una firma inconfondibile dell'autore che ha già saputo catalizzare un ampio consenso internazionale grazie a tappe espositive di assoluto prestigio come quelle presso la LA Artcore di Los Angeles nel 2010, il Metropolitan Art Museum di Tokyo nel 2016 e la Reggia di Caserta nel 2017, arricchite in questa occasione milanese dalla presentazione di otto pezzi completamente inediti. Le creazioni di Abbamondi si configurano come manufatti ibridi disposti su una soglia di confine a metà tra quadri e sculture, nati da un connubio intenzionalmente antitetico che vede una solida base in cemento sposarsi a una selezione di pregiatissimi e rari pigmenti naturali estratti dal suolo in diverse regioni del pianeta. La pasta cementizia, elemento industriale grezzo tradizionalmente associato a una funzione difensiva, strutturale e di utilità per l'uomo, viene qui deliberatamente violata, lacerata e rimodellata dall'azione dell'artefice, creando ferite superficiali che ne ridimensionano il ruolo originario per enfatizzarne la vulnerabilità. Il risultato di questa manipolazione approda a esiti rigorosamente unici e mai seriali poiché, sebbene la gamma cromatica possa ripetersi, l’intensità e la reazione finale dei pigmenti variano sensibilmente a causa di dinamiche e fattori esterni non prevedibili che intervengono nel processo di fusione, cooperando attivamente con la mano dell'autore. Quel flusso di continuo mutamento, che costituisce l'essenza stessa della natura, viene infine bloccato nel suo moto all'interno del rigido perimetro di una cornice quadrata, rivelandosi all'osservatore nella sua pura realtà fenomenica. Il suggestivo titolo della rassegna cela una duplice chiave di lettura concettuale che abbraccia sia il ruolo della luce, fondamentale per la modulazione dei volumi e per la lettura dell'immagine, sia l'evoluzione cronologica dell'allestimento stesso. La mostra si propone infatti di narrare i tratti salienti della produzione di Abbamondi a partire dalle primissime creazioni storiche, dominate da tonalità scure, opache e terrose, fino ad approdare alle ricerche più recenti in cui le tecniche di miscelazione e fusione perfezionate negli anni hanno dato vita alla serie dei Lands Pure Pigment. In quest'ultima evoluzione la materia si accende di cromatismi purissimi e cangianti, dove i rossi metallici vengono estratti direttamente dalle radici delle piante e i blu magnetici provengono dal Marocco, trasformando la densità del cemento in un panorama cromatico vibrante e sospeso, capace di catturare la complessità delle dinamiche visive odierne attraverso un codice formale magnetico.

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