Judy Pfaff. Abstract Poetry

Personale

Judy Pfaff. Abstract Poetry

27 Maggio 2017

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2 Luglio 2017

La galleria AICA | Andrea Ingenito Contemporary Art di Capri presenta la prima mostra personale europea di Judy Pfaff, figura pionieristica e dirompente della scena internazionale. Britannica di nascita ma statunitense d’adozione, l'artista torna nel Vecchio Continente con la rassegna “Judy Pfaff. Abstract Poetry”, che propone un ampio e denso nucleo di opere su carta fruibili fino al 2 luglio. Il percorso si articola attraverso trentaquattro lavori di piccole, medie e grandi dimensioni, realizzati mediante un'articolata costellazione di tecniche miste: tempere, collage, stratificazioni di fogli, fotografie e documenti d’archivio si fondono sulla superficie del supporto. Piuttosto che una semplice sequenza lineare, l’allestimento concepito per gli spazi capresi organizza le opere in nuclei densi che compongono vere e proprie micro-installazioni, stimolando un dialogo ravvicinato basato su precise affinità materiche, di senso e di resa estetica. La fruizione delle carte in mostra si offre all'osservatore come l'esito di una sofisticata ed enigmatica caccia al tesoro. Elementi apparentemente disordinati e frammentari risultano in realtà sorretti da una fitta trama di connessioni interne: si tratta di arazzi visivi generati da oggetti eterogenei che si sovrappongono a delicati strati di antiche carte, documenti d’archivio ritrovati in vecchi cassetti, immagini prelevate dalla rete e fotografie di paesaggi, fiori e istanti rubati alla vita di strada. Il visitatore sperimenta così la suggestiva sensazione di addentrarsi in un archivio vivente, rimanendo completamente immerso in un inventario tanto caotico quanto profondamente poetico. Considerata a pieno titolo una delle pioniere della rivoluzione artistica degli anni Settanta, Judy Pfaff ha saputo codificare un inedito linguaggio narrativo per esplorare la soglia sottile in cui il dato reale incontra l'astrazione. Rifiutando le rigide polarizzazioni del dibattito coevo, l'artista ha preferito da sempre ridefinire la propria estetica coniando per se stessa il termine emblematico di "anti-minimalista". L'insieme visivo che ne scaturisce si rivela pieno, esuberante e saturo di energia; i colori scelti, forti e intensi, non scivolano mai nella violenza cromatica o nell'eccesso gratuito. Il procedimento di assemblaggio, pur evocando l'istantaneità e l'improvvisazione tipiche di una composizione di musica jazz, risponde in realtà a una rigorosa attenzione per la struttura portante sottostante. Su questa impalcatura concettuale la Pfaff edifica un mirabile e delicato equilibrio tra la spinta alla decostruzione e le suggestioni del Post-minimalismo, mossa da una pratica in cui ogni singolo oggetto quotidiano che le capiti tra le mani è pronto per essere reinventato attraverso una costante e vitale proliferazione della materia. A conferma del rilievo internazionale della sua ricerca, una selezione di opere dell'artista è stata inoltre presentata in contemporanea oltreoceano, esposta accanto ai lavori storici di Giosetta Fioroni all'interno dello stand di Andrea Ingenito Contemporary Art in occasione della fiera Art New York.

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