Gianfranco Chiavacci nasce il 1 dicembre 1936 e muore il 1 settembre 2011 a Pistoia, città dove ha sempre vissuto e lavorato. Interessato all’arte fin da ragazzo, nei primissimi anni cinquanta inizia a dipingere. Le sue prime opere pittoriche della metà degli anni cinquanta e mostrano un interesse per la lezione dell’astrattismo internazionale. Nel 1964 inizia un rapporto di amicizia e di collaborazione sul piano teorico con il conterraneo artista Fernando Melani, che durerà fino alla morte di questi nel 1985. Nel 1962, per motivi di lavoro, inizia a frequentare i corsi IBM per programmatore, questo lo introduce al pensiero scientifico di cui si trova riscontro nei primi tentativi di mutuare il linguaggio informatico in pittura. L’impiego del linguaggio binario, e lo studio della sua logica, trovano applicazione già nei primi lavori del 1963, l’assunzione della binarietà, definita dall’artista stesso “come logica a due stati (da non confondere con la dualità o il dualismo) e come tecnica – processo strumentale per creare e indagare sperimentalmente il mondo formale attinente alla bidimensionalità diviene nucleo fondante della sua ricerca teorica e operativa fino agli ultimi lavori del 2007, quando dichiara di essere giunto a uno stato conclusivo. L’artista, salvo rari casi, non usa mai la macchina informatica per la produzione delle opere ma la logica binaria a essa inerente come processo logicoesecutivo; quindi il suo interesse non e per la tecnica ma per il pensiero che la sostiene. Nel gennaio del 1965 Gianfranco Chiavacci espone con Lupetti e Melani alla Galleria Flog di Firenze in occasione della mostra Collaborazione differenziata, ma la prima mostra personale arriva due anni dopo, nel 1967, alla Galleria Numero di Fiamma Vigo a Firenze. In quegli anni avvia una collaborazione con la galleria Sincron di Brescia e nel 1969 partecipa all’evento d’arte 11 giorni di arte collettiva a Pejo ‘69, insieme a numerosi artisti della sua generazione, fra cui Nagasawa. Nel 1971, grazie all’amicizia con gli artisti Giorgio Nelva e Leonardo Gribaudo, avvia una collaborazione con il Centro Sperimentale di Ricerca Estetica di Torino dove nel maggio del 1973 allestisce la mostra Gianfranco Chiavacci, Binarietà. Gianfranco Chiavacci. Limiti, personale, a cura di Bruno Corà, Opera associazione culturale per le arti visive, 16 maggio – 5 luglio 1994, Perugia. Nel 2010 inizia la collaborazione con la galleria Die Mauer di Prato, da segnalare l’ampia retrospettiva Binaria, a cura di Gianluca Marziani in occasione del Festival dei due mondi a Palazzo Collicola, Spoleto e la mostra Fotografia Totale a cura di Valerio Dehò a Palazzo Fabroni, che per la prima volta mette in evidenza la parte fotografica della ricerca artistica di Chiavacci. Da allora le sue opere sono sempre più visibili in collezioni pubbliche e private e in contesti espositivi nazionali ed internazionali.

