La sede napoletana della galleria Andrea Ingenito Contemporary Art è lieta di presentare “URBANA”, una mostra collettiva unica nel suo genere che riunisce diversi artisti della scena partenopea alle prese con il loro personale racconto visivo della città. Il progetto celebra il vibrante dialogo tra la ricerca artistica e il tessuto urbano che ne ispira e plasma l’identità visiva. Ideata da Andrea Ingenito e curata dal critico Gabriele Perretta, con un ringraziamento speciale ad Annalisa Ferraro, l'esposizione esplora approfonditamente le dinamiche della visual art napoletana e il suo ruolo trasformativo nel rigenerare spazi pubblici e concetti estetici attraverso un linguaggio visivo di eccezionale potenza. Le opere esposte superano la dimensione della semplice espressione formale per configurarsi come veri e propri atti processuali capaci di imprimere nel paesaggio della metropoli una memoria indelebile, svelando la vitalità di una città in perenne ed entusiastica evoluzione. Attraverso una selezione eterogenea e mirata di autori — che vede dialogare le firme di Eno, Enzo Cref, IABO, Kaf e Trallallà —, la mostra intende rappresentare la ricchezza e la profonda diversità della scena culturale di Napoli, evidenziando stili, attitudini e prospettive differenti ma ugualmente capaci di risuonare con forza nel contemporaneo. Come evidenziato dal curatore Gabriele Perretta, questi artisti attuano con i loro lavori una costante partecipazione e una condivisione di generi, muovendosi in un’ottica di rigenerazione e ridimensionamento estetico che investe sia il territorio fisico sia le pratiche concettuali della street culture. Il titolo stesso dell'esposizione, “URBANA”, si impone come una tag potente, una matrice originaria che modella e definisce l'azione sul territorio non solo come forma di espressione visiva, ma come un gesto estensivo e un segno profondo sulla pelle della città. In perfetto accordo con questa linea teorica, la scelta del colore blu per l’allestimento degli spazi della galleria si trasforma in un preciso codice di identificazione e di accoglienza della pratica artistica; su questo spartito cromatico si innesta la radice finale “NA”, che converte il segno urbano nel recupero profondo della memoria antropologica metropolitana. Chi sceglie di accogliere il richiamo di “URBANA” viene così proiettato dentro la dimensione di una Napoli sempre nuova, lasciandosi coinvolgere nella trascinante avventura delle folgorazioni artistiche del presente.
