Orchestrando un serrato dialogo tra l'indagine geometrica dello spazio e la dimensione temporale della materia, la mostra personale di Achille Perilli, dal titolo Dei modi del dipingere l’invisibile, segna un importante ritorno del maestro nel panorama culturale napoletano. Il progetto espositivo complessivo, ideato da Andrea Ingenito, si articola capillarmente lungo un doppio binario monumentale e privato, trovando spazio prima nell’Ambulacro dell’Appartamento Storico di Palazzo Reale e proseguendo successivamente negli ambienti della galleria AICA. L'esposizione si propone di documentare la poliedrica e instancabile produzione del maestro, rintracciando un filo conduttore che muove dagli anni fondamentali del celebre gruppo Forma 1 (fondato nel 1947) per giungere fino alla contemporaneità: un’arte rigorosamente al passo con il proprio tempo, capace di evolversi e materializzarsi senza mai recidere il legame con la pura manualità esecutiva. La sezione allestita a Palazzo Reale, curata da Patrizia Di Maggio, accoglie all'interno di uno dei più rappresentativi monumenti cittadini le inedite Tegole pompeiane. Si tratta di un gruppo omogeneo di piccole e raffinate sculture in bassorilievo, realizzate in terracotta policroma a partire dal 1996 all'interno del laboratorio della Fornace Falcone di Montecorvino Rovella seguendo i più tradizionali procedimenti artigianali. Ispirate esplicitamente agli elementi di copertura delle ulae degli scavi archeologici di Pompei, queste opere testimoniano il profondo fascino esercitato sul maestro dalla storia e dalla millenaria tradizione classica del territorio campano, traducendo la memoria storica in un codice plastico dal sapore iper-contemporaneo. La ricerca prosegue nelle sale della galleria con una ricca selezione di opere pittoriche realizzate dagli anni Cinquanta a oggi, affiancate dalla produzione ceramica dei Distorti. Se le tele testimoniano uno studio costante e appassionato sulla percezione visiva, dove le rigorose strutture dell’Arte Concreta vengono scardinate da un uso creativo e labirintico della prospettiva geometrica, le sculture in argilla nascono dalla fascinazione per il processo atavico della modellazione e della cottura, trovando un ideale completamento archeologico proprio nelle terrecotte dedicate a Pompei. Ad arricchire il percorso in galleria, viene presentata in anteprima un'esclusiva video-intervista concessa da Perilli nella sua casa-studio di Orvieto, realizzata appositamente per l'evento dal videomaker Pasquale Napolitano, che offre al pubblico una preziosa chiave di lettura intima e teorica sull'intera parabola del maestro.
