Thomas Plasschaert a Napoli

Istituzionale

Thomas Plasschaert a Napoli

5 Aprile 2013

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5 Maggio 2013

Nato da un’ambiziosa sinergia istituzionale tra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e la galleria AICA | Andrea Ingenito Contemporary Art, "Il progetto Thomas Plasschaert a Napoli" si configura come un affascinante itinerario espositivo diviso in due capitoli autonomi ma strettamente interconnessi. L'iniziativa, curata da Marco De Gemmis e Andrea Ingenito, si avvale della prestigiosa collaborazione dell’Institut Français di Napoli Le Grenoble e del fondamentale contributo tecnico all’allestimento museale firmato da LANDE s.r.l. Ingegneria Ambientale Archeologia Restauro. A suggellare questo sodalizio è la pubblicazione di un singolare catalogo edito da AICA, caratterizzato da un'originale scelta editoriale: il volume presenta infatti alcune pagine volutamente bianche che, il giorno del vernissage in galleria, verranno completate in diretta con le immagini dell’installazione museale firmate dall'artista, il quale ne farà omaggio in copie limitate al pubblico presente. Il primo fulcro del progetto, intitolato Arcadia, è organizzato dal Servizio Educativo della Soprintendenza e allestito all'interno delle sale del Museo Archeologico, nel contesto di una consolidata rassegna dedicata a quegli autori contemporanei la cui ricerca si pone in intimo rapporto con l’Antico. Il cuore dell'esposizione gravita attorno a una suggestiva installazione composta da piccole ceramiche smaltate adagiate su un "tappeto" di mattoni in terracotta, dando vita a un insolito paesaggio popolato da enigmatiche figure che dialoga a parete con una serie di dipinti di ridotte dimensioni. Lo scenario evocato è quello dell'Arcadia mitica e letteraria, regione del Peloponneso trasmutata dall'artista in un teatro d'azione primordiale, scandito da scene agresti, rituali orgiastici e sacrifici umani e animali. In questo microcosmo riemergono le figure archetipiche del dio Pan, dei Satiri e il tragico supplizio di Marsia.

Come un ideale e necessario completamento concettuale si innesta la seconda sezione della mostra, Pan è morto, ospitata negli spazi della galleria AICA per offrire uno spaccato più ampio e approfondito sulla complessa produzione dell'autore. Esposte per la prima volta in Italia, le tele e le sculture in terracotta qui riunite delineano una potente rielaborazione della mitologia classica attraverso le lenti e le urgenze dell’immaginario contemporaneo. Di straordinario impatto plastico è la scultura in gesso eseguita a grandezza naturale, plasmata direttamente sul corpo di due modelle dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Maria Letizia Esposito ed Emanuela Futia. Quest'opera, realizzata espressamente per l'ambiente della galleria, cristallizza la carne e il mito in un frammento di vibrante realismo, sancendo la definitiva attualizzazione di un passato archeologico che continua a interrogare il presente.

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