Omaggio a Schifano

Retrospettiva

Omaggio a Schifano

2 Marzo 2013

|

30 Marzo 2013

Ripercorrendo la parabola iperbolica e la dirompente forza generatrice di uno dei maestri più influenti del secondo Novecento, la mostra Omaggio a Schifano si configura come un focus antologico volto a celebrare l'incessante sperimentalismo dell'artista. Curata da Andrea Ingenito, l'esposizione riunisce circa trenta opere che ricostruiscono le tappe fondamentali della sua ricerca, offrendo una preziosa occasione per metterne in luce l'imprescindibile attualità e quel personalissimo rapporto con il flusso delle immagini che ha contraddistinto la sua intera traiettoria creativa.

Il percorso espositivo si snoda a partire dai celebri lavori della stagione del Monocromo dei primi anni Sessanta. In queste tele, l'azzeramento radicale dei valori pittorici tradizionali sancisce il definitivo distacco dall'estetica dell'Informale, trasformando la superficie del quadro in un ideale schermo cinematografico pronto ad accogliere i nuovi stimoli della civiltà visiva. Da questa matrice concettuale prende il via l'incursione di Schifano nella sfera dei mass media, documentata in mostra dalla celebre serie dei Segnali, dove marchi industriali e pubblicitari come il logo "Esso" invadono lo spazio con un'inedita carica Pop, pur preservando una stesura cromatica straordinariamente libera, fluida e poetica. Accanto a queste pietre miliari, la rassegna riserva spazio a gemme rare e poco note al grande pubblico, come il prezioso e precoce dipinto A volo d’uccello (1963).

La costante fascinazione per la metamorfosi della natura e del paesaggio emerge con forza in soluzioni iconiche come Albero della Vita (1974), per poi traghettare l'osservatore verso la produzione matura degli anni Novanta. Qui, in opere come i raffinati Senza Titolo, l'eleganza degli smalti si sposa con la densità materica della sabbia in un perfetto equilibrio compositivo, fino a giungere all'inusuale tela Fuori uso ’95 (1995). A testimonianza di una versatilità tecnica senza precedenti, la selezione evidenzia come Schifano abbia saputo piegare i materiali più svariati alle esigenze del proprio occhio: gli smalti industriali e le colle sintetiche viniliche dialogano con le istantanee polaroid, mentre la litografia si affianca a complesse tecniche miste su carte spesso recuperate direttamente dai supporti della cartellonistica pubblicitaria.

In occasione del vernissage, il critico d'arte Massimo Sgroi — autore del saggio che accompagna il catalogo — proporrà una lettura critica delle opere esposte. Partendo dalle caratteristiche peculiari della Pop Art italiana, in cui la radice sociologica del concetto di "popular" si distingue nettamente dalle dinamiche puramente consumistiche di matrice statunitense, Sgroi commenterà l'evoluzione stilistica del maestro, restituendo il ritratto di un artista che ha saputo fagocitare il proprio tempo per trasformarlo in pura e immortale pittura contemporanea.

News

Non sono presenti articoli.